I commentatori di Italia

commentatori social media

E’ assodato da tempo ormai: i social network, facebook e twitter su tutti, sono le moderne piazze in cui gli italiani danno sfogo alla loro atavica smania commentatoria. Se nei decenni scorsi i bar , per gli uomini, e i negozi di parrucchiere, per le donne, erano il luoghi appositamente deputati a questa attività sociale e ludica, oggigiorno le tastiere e gli schermi sono stati eletti a sparlatoi virtuali in cui chiunque può commentare su qualsiasi cosa. Umberto Eco ha detto , e più volte il suo pensiero è stato ripreso proprio dai commentatori virtuali, che internet ha dato voce allo scemo del villaggio, il cui habitat naturale, aggiungo io, sono diventati proprio i social network, le piazze virtuali.

I commentatori di Italia, come accadeva in passato in luoghi reali, danno sfoggio di sapienza onnisciente e capacità critica che spazia dagli ambiti più diversi, dallo spettacolo allo sport, dalla politica alla letteratura. Tutti sanno commentare tutto e tutti hanno il coraggio di dire tutto. Mentre nella vita reale, si temono reazioni e giudizi, virtualmente si diventa leoni a cui l’insulto è sempre consentito.

Vediamo di analizzare alcune incongruenze e caratteristiche dell’italico commentare: Continua a leggere

Pubblicato in Socialità | Contrassegnato , , , , , , , , | 1 commento

Pendolari

pendolari

I pendolari, specie quelli a lunga percorrenza, li riconosci subito per quella loro strana mania, incomprensibile ai più, di regolare l’orologio sempre 5 minuti avanti per quell’ansia del tempo che non li abbandona mai.

I pendolari sono agitati e nervosi perché vivono tre vite parallele: quella personale, quella lavorativa e quella in viaggio. Chi fa parte delle loro prime due vite non può capire la terza. Non si può capire un pendolare se non si è mai condivisa la sua ansia : “faccio tardi, perdo la coincidenza, se arrivo con un minuto di ritardo l’autobus parte…”.

I pendolari, quelli non ancora rassegnati, girano con il malox in tasca per contrastare i bruciori allo stomaco dovuti ad improvvisi attacchi d’ira. Protestano. Spesso , nelle stazioni piccole o medie, urlano dal binario verso l’ufficio movimento della stazione perché ormai con il servizio “viaggia treno” sul cellulare ne sanno più loro dei ferrovieri : “se il treno ha mezz’ora di ritardo, perché il tabellone indica 5minuti???” (peculiarità di Trenitalia: mai annunciare il ritardo tutto in una volta ma scaglionarlo a 5 minuti. Per non creare panico, forse). Continua a leggere

Pubblicato in Meridionalità, Pendolarismo | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sono una donna…

Frida-KahloPS

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mie mani.

Nessuno, nessuno sa
quando ho fame, quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e che quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e avvengo. Continua a leggere

Pubblicato in Femminilità | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

8 marzo : no party!

#8marzonoparty

Facciamo innanzitutto chiarezza sulle origini dell’8 Marzo. Molti credono che la data per la celebrazione della Giornata Internazionale delle donne sia stata scelta per commemorare le operaie morte forse a New York, forse a Chicago nel 1908 nel rogo di una fabbrica in cui erano state rinchiuse dal padrone. In realtà, di quel rogo non esiste traccia nella storia. Probabilmente lo si è sempre confuso con l’incendio della fabbrica Triangle di New York del 25 marzo del 1911.

L’8 marzo di un anno imprecisato quindi non c’è stata nessuna strage di donne.
Vi invito a leggere sulla confusione e l’incertezza che aleggia sul famoso giorno delle mimose l’articolo “Il Giallo 8 Marzo” di Susanna Nirenstein uscito su Repubblica nel marzo del 1987.

Le notizie “certe” sono molto più recenti: con la risoluzione 3010 (XXVII) del 18 dicembre 1972,  l’ONU proclamò il 1975 “Anno Internazionale delle Donne“. Nel dicembre del 1975 seguì la proclamazione del “Decennio delle Nazioni Unite per le donne: equità, sviluppo e pace“, tramite la risoluzione 3520 . Continua a leggere

Pubblicato in Femminilità, Socialità | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Donne che odiano le donne

donne che odiano le donne

Ci sono paesi nel mondo in cui per il solo fatto di essere donna si rischia la vita e paesi , come il nostro, in cui le donne sbagliano a considerarsi categoria a parte, quasi “specie” da proteggere alla stregua dei panda a rischio di estinzione.

Prima di proseguire ed attirarmi addosso l’ira di molte, a mia discolpa faccio una professione di fede: sono una femminista patologica che non solo crede nella parità, ma che addirittura è convinta che le donne , soprattutto nella gestione della cosa pubblica, hanno capacità infinitamente superiori … detto questo vi dico secondo me qual è uno dei problemi (forse Il Problema!) che ci impedisce  di accedere al potere: le donne, soprattutto ad alti livelli, odiano le donne, alla faccia della tanto decantata solidarietà femminile (che esiste,ma purtroppo è rara).

Donne crudeli, aggressive, competitive,  insidiose, disposte a tutto pur di arrivare e che, per raggiungere i loro scopi sono, Continua a leggere

Pubblicato in Femminilità | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

L’Istituzionalizzazione del Puttanesimo

800px-Corrupt-Legislation-Vedder-Highsmith-detail-1

Dettaglio da Corrupt Legislation (1896)di Elihu Vedder.Library of Congress Thomas Jefferson Building, Washington, D.C.

La storia è fatta di corsi e ricorsi. Si susseguono periodi di benessere e periodi di crisi. Nella Bibbia, Giuseppe fece quel sogno premonitore, le 7 vacche grasse e le 7 vacche magre, 7 anni di abbondanza seguiti da 7 di carestia. Stiamo vivendo un periodo nero, un incubo economico i cui effetti ricadono soprattutto sui più deboli: sono le nostre vacche magre a cui non potranno non far seguito le vacche grasse. Non si potrà non migliorare, non per merito di chi ci governa, ma perché peggio di così non è possibile. Dopo il buio, storicamente, in un modo o nell’altro, arriva sempre la luce. Corsi e ricorsi.

Questo per quando riguarda le condizioni economiche. Ci sono aspetti del vivere comune, però, che si insinuano nel tessuto sociale, in modo subdolo e tenace, e che, purtroppo, subiscono la legge dei corsi-e-ricorsi meno incisivamente, tanto profonde sono le loro radici, cresciute lentamente ma difficilissime da estirpare. Aspetti che diventano consuetudine, accettati comunemente perché tanto così fan tutti. Continua a leggere

Pubblicato in Politicamente parlando | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Qual è l’ultimo libro di Eco che avete letto?

image

Vi prego, no. Non cominciamo con i piagnistei mediatici che accompagnano la scomparsa dei personaggi pubblici di ogni ambito.
Non facciamolo con Umberto Eco. Non con lui che ci ha spiegato quanto possono essere vacui e fastidiosamente inutili i commenti sui social network.
Ho avuto l’onore di ascoltarlo solo una volta di persona.  In piazza S. Stefano a Bologna quando , come una adolescente, imbarazzata e con le mani sudate gli porsi un foglietto per un autografo che ora è diventato preziosa reliquia. Continua a leggere

Pubblicato in Socialità, Varie ed eventuali... | Contrassegnato , | Lascia un commento