Spazzatura puzzolente e… salata

Tante volte ho parlato di Sud su questo blog e soprattutto di Calabria (Calafrica). Tante ma non bastano mai per raccontare e testimoniare le vicende della mia terra bellissima e disgraziata. Ne parlo anche oggi e ne parlerò anche domani, se necessario, perchè tacere è come girarsi dall’altra parte e l’ignavia non è tra i miei tanti difetti.

Fino a gennaio scorso risiedevo in un minuscolo comune del tirreno cosentino, Acquappesa, in cui la raccolta differenziata porta a porta è realtà consolidata da qualche anno. I cassonetti non fanno parte più dell’arredo pubblico (con l’eccezione di quelli per i pannolini, chiusi a chiave) e per i cittadini, all’inizio intimoriti dai bidoni colorati e  dalla classificazione dei rifiuti, la raccolta differenziata è diventata routine virtuosa.

Dall’inizio di quest’anno risiedo, per vari motivi che sarebbe lungo spiegare ma non distanti dalle ragioni del cuore, a Belvedere Marittimo, comune che già conoscevo bene e di cui mi impressionava negativamente la presenza per strada di quei cassonetti ricolmi di rifiuti che per me erano solo un ricordo sgradito.

A Belvedere M.mo la raccolta differenziata non è, infatti, porta a porta. In alcuni posti esistono cassonetti predisposti alla raccolta della plastica, della carta e del vetro, ma in altri, come quelli vicini alla mia nuova abitazione, si trovano solo cassonetti generici. Se si vuole differenziare bisogna avere uno spirito ambientalista molto forte perchè spesso si è costretti a caricarsi i rifiuti in auto per raggiungere i cassonetti giusti.

L’amara conseguenza di questa gestione approssimativa dei rifiuti è che il Comune non raggiunge nemmeno il 25% di raccolta differenziata . La regione Calabria prevede in caso di non raggiungimento di questa quota una penalità del 15% per i Comuni inadempienti a carico dei contribuenti. Ed è per questo che i cittadini belvederesi, compresa la sottoscritta, si sono visti recapitare nei giorni scorsi fatture maggiorate per il mancato raggiungimento di un obiettivo che doveva essere priorità assoluta non solo per i cittadini ma soprattutto per l’amministrazione comunale.

Ci si chiede, infatti:

  • perchè punire indistintamente tutti, anche il cittadino virtuoso che pur di  differenziare si sobbarca di un compito che non gli dovrebbe spettare , quello della caccia al cassonetto?
  • perchè non istituire la raccolta porta a porta, multando severamente gli inadempienti, e agevolando il compito ai cittadini diligenti come si è fatto in tanti Comune della costa?
  • in subordine, perchè non incentivare la raccolta aumentando notevolmente il numero dei cassonetti appositi?

Il cittadino deve rispettare le regole. Compito degli amministratori è quello di predisporre regole giuste agevolandone l’osservanza non la violazione.

Detto questo, mi si dirà che essendo una cittadina di fresca residenza non ho titolo per parlare. Rispondo a priori che mi sento già parte della mia nuova comunità e che la mia non vuole essere una critica ma uno stimolo a migliorare… attendo risposta  da chi è chiamato a gestire la pubblica amministrazione nel nostro peraltro bellissimo Comune…

 

 

 

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