Selvaggia, patrona di Calabria

Pubblicità-Rayanair. Calabria Lucarellijpg

Cominciamo così. La Calabria non è un altro paradiso. La Calabria “è il paradiso che in realtà è l’inferno, anzi un purgatorio infinito dove scontiamo pene anch’esse infinite di cui disconosciamo la maternità: non sono nostre le colpe per cui paghiamo, non sono nostre le colpe del disastro in cui viviamo”. Lo avevo scritto in Calafrica in uno dei tanti momenti di scoramento che solo noi calabresi possiamo capire.

Quello scoramento che ti viene dal sentirti inutile e impotente peggio di Don Chisciotte davanti ai mulini a vento perchè i calabresi sono da decenni in balia di amministratori che, più di qualsiasi altra regione italiana, hanno banalizzato, imbarbarito, volgarizzato il significato del nobile termine politica. Hanno amministrato i loro interessi non la res pubblica, ricattando i deboli in nome del pezzo di pane.

La Calabria sforna intelligenze e cervelli e poi li esporta, perchè terra ingrata, li costringe a mendicare e li strema costringendoli ad espatriare. Chissà , per esempio, quanti giovani grafici calabresi lavorano in agenzie pubblicitarie del nord o dell’estero…

E arriviamo all’argomento di questo post. La campagna pubblicitaria della nostra Regione sulla rivista di Ryanair commentata da Selvaggia Lucarelli sulla sua pagina facebook:

calabria lucarelli ” Sulla rivista di bordo di Ryanair c’è la pubblicità della regione Calabria (che farà il giro dell’Europa) con tanto di loghi che indicano la sponsorizzazione della regione e non solo. Ora, la sciatteria e il degrado di un paese le capisci anche da queste cose. Non so chi sia il grafico/pubblicitario/copy che s’è occupato di questa pagina ma immagino sia un bambino di otto anni o un alcolista o il nipote del cugino del fratello di un qualche assessore del turismo calabrese ma ditemi voi se è possibile che :

a) Il titolo sia un mesto arial bianco che si vede malissimo e non è manco centrato.
b) velo pietoso sui puntini di sospensione in un titolo (con la minuscola dopo).
c) nella scritta in fondo “sistema aeroportuale” sia scritto “sistema aeroportualeR”.

Chi ha incaricato dei peracottari, chi non ha visto gli errori dei peracottari e chi paga dei peracottari per lavorare con tutti i grafici/pubblicitari/copy bravi che fanno la fame. L’altro Paradiso non è la Calabria. E’ il posto in cui per questa mediocrità non c’è spazio. (la Calabria è una regione bellissima, merita di più. Ribellatevi amici calabresi.). p.s. Sì, magari anche le ciavatte sullo scoglio le avrei tolte, ecco. Pure il mezzo culo del tipo in mezzo, ecco.”.

Che vergogna!!! Che vergogna per noi calabresi e che frustrazione!Quanto è costata, Presidente Oliverio, quella oltraggiosa, ridicola campagna? Quanti dei nostri soldi sono andati sprecati così, buttati al vento invece di essere destinati ai trasporti, alla sanità , alle strade, allo smaltimento dei rifiuti, a borse di studio … a qualsiasi altra cosa ma non alla spazzatura prodotta da non-si-sa-chi che invece di dare risalto ridicolizza la nostra terra?

E a che serve dichiarare , Presidente Oliverio, che ha ragione la Lucarelli parlando di burocrazia sciatta e indolente , annunciando indagini e ringraziandola pubblicamente? Cosa vuol dire, che se non ci (dico “ci”, non “vi”: io mi assumo la mia responsabilità di essere calabrese) fosse stato lo sputtanamento che c’è stato nessuno si sarebbe accorto dell’obbrobrio di quella brutta campagna pubblicitaria? Un’altra domanda… prima di pagare quale funzionario ha supervisionato il prodotto?

Sarebbe il caso di fare ammenda, Presidente, di scusarsi con tutti i Calabresi per l’incuria che regna sovrana  e per le incompetenze taciute, per il pressapochismo e la superficialità. Problemi a noi ben noti: ora gli abbiamo dato risonanza nazionale, anzi europea.

Oppure … nominiamo Selvaggia Lucarelli patrona di Calabria -che ne dice Presidente? – e le demandiamo il compito di supervisionare il lavoro dei nostri funzionari supervisori… non ha peli sulla lingua la Lucarelli, magari con la sua franchezza crudele, potrebbe aiutarci a scovare tutte le immense travi (altro che aghi) che si nascondono nel pagliaio (leggi Calabria).

 

 

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