Donne che odiano le donne

donne che odiano le donne

Ci sono paesi nel mondo in cui per il solo fatto di essere donna si rischia la vita e paesi , come il nostro, in cui le donne sbagliano a considerarsi categoria a parte, quasi “specie” da proteggere alla stregua dei panda a rischio di estinzione.

Prima di proseguire ed attirarmi addosso l’ira di molte, a mia discolpa faccio una professione di fede: sono una femminista patologica che non solo crede nella parità, ma che addirittura è convinta che le donne , soprattutto nella gestione della cosa pubblica, hanno capacità infinitamente superiori … detto questo vi dico secondo me qual è uno dei problemi (forse Il Problema!) che ci impedisce  di accedere al potere: le donne, soprattutto ad alti livelli, odiano le donne, alla faccia della tanto decantata solidarietà femminile (che esiste,ma purtroppo è rara).

Donne crudeli, aggressive, competitive,  insidiose, disposte a tutto pur di arrivare e che, per raggiungere i loro scopi sono, come ha spiegato brillantemente la femminista americana Phyllis Chesler in un noto saggio di qualche anno fa («Woman´s Inhumanity to woman», La disumanità delle donne contro le donne) riescono ad essere spietate e manipolatrici, non con l’aggressività plateale degli uomini ma in un modo più subdolo (ricordate la strega di Biancaneve?) il cui obiettivo principale non è tanto annientare i rivali in genere, ma mettere ko LE rivali.
Anna Bernardini de Pace, notissima matrimonialista, ebbe modo di dire a che le “donne hanno confuso l’affermazione dei loro diritti con la prepotenza”. E’ un’affermazione che fa male è che, ribadisco, è la chiave della nostra mancata scalata al potere, quello vero. La cattiveria delle donne contro le donne si concretizza in molti aspetti del vivere quotidiano. Da quello personale (quando il marito tradisce, la colpa non è sempre dell’amante?), a quello professionale dove addirittura si esaspera. Se il capo è donna , state certi che la dipendente avrà meno comprensione nel caso di malattia di un figlio e se la stessa dipendente ha capacità e meriti, sicuramente le saranno riconosciuti meno facilmente che ai colleghi uomini i quali nelle eventuali promozioni le saranno sempre preferiti. Lo so, lo so che ci sono le eccezioni …

Alla base dell’antagonismo incandescente tra donne c’è, secondo me, e sembra quasi una giustificazione anche se vorrebbe essere un’aggravante, la convinzione che , essendoci posto per poche nella nostra società maschilista, per emergere bisogna far fuori le altre. Errore gravissimo! Se continuiamo così non saremo mai tante, se continuiamo a farci la guerra saremo sempre minoranza, come dicevo all’inizio, panda da proteggere dall’estinzione.

Io non voglio essere un panda! Voglio un futuro con reali pari occasioni a prescindere dal sesso. Se lo volessimo veramente tutte (anche quelle che al potere più o meno, a vari livelli, ci sono già) non sarebbe impossibile. Basterebbe smetterla di temere la concorrenza delle altre … ce la possiamo fare!

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