Il dramma dei migranti e i social network

dramma migrantiQualche tempo fa Sophien, ragazzo del Mali, mi ha raccontato della sua terra. Ho in mente i suoi occhi luccicanti mentre diceva : “L’Italia è bella ma il mio cielo è più azzurro, il mare più trasparente e ci sono tanti fiori”. Ad ogni strage annunciata, ad ogni naufragio mi viene di dare un pugno contro il muro pensando ai ragazzi come lui che hanno perso la vita con negli occhi quel cielo, quel mare, quei fiori.

E mi viene da distruggerlo il muro a cazzotti quando, ad ogni strage annunciata, ad ogni naufragio si scatenano i commenti sui social network.

La mediocrità morale, da un lato, e l’ipocrisia, dall’altro, di noi italiani -di molti di noi -si evidenzia, infatti, nelle tragedie e si eleva alla massima potenza proprio sulla rete. Pubblicare su un blog una frase del genere, sembra un atto masochistico, quasi suicida. Non mi dispiace  distinguermi nel marasma mediatico virtuale dove tutti si dispiacciono o infieriscono spesso senza conoscere, ignorando ma commentando  ergendosi a giudici infallibili, depositari di verità incontestabili. La rete, purtroppo,  offre indistintamente a tutti  lo strumento per divulgare, non solo la conoscenza, ma anche la bassezza, l’indifferenza, l’ignoranza.

Perché scrivo questo? Perché quando si parla dell’orrore delle migrazioni che stanno sconvolgendo l’Europa intera, c’è sempre  qualcuno che su FB o twitter scrive : “Ci sono migliaia di italiani che muoiono di povertà, tanto casino per un centinaio di migranti”…

E poi ci sono i commentatori che pensano subito a  lavarsi la coscienza puntando i riflettori non sui cadaveri nei sacchi di plastica, ma sui soccorritori. E se ti azzardi a dire “soffermatevi sui morti” partono le critiche: “i soccorritori sono italiani di cui essere orgogliosi”… ma che c’entra??? Sono esseri umani che hanno fanno il loro dovere salvando altri esseri umani! Dovremmo stupirci del contrario!

E quelli che si indispettiscono per i soldi che si “sprecano” per salvare i naufraghi, quelli invocano Mussolini, quelli che piagnucolano poco convinti…

Pensate a chi è partito lasciando casa ( da intendersi in senso lato, che se non qualcuno risponde “e se avevano casa perché non ci sono rimasti?) e famiglia spinto dalla disperazione e con la speranza di dare ai figli un a vita non lussuosa ma almeno dignitosa. Pensate a chi è bruciato vivo o annegato con nemmeno la consolazione di aver potuto salvare il proprio bambino… pensiamoci e vergogniamoci! Senza commentare inutilmente, vergogniamoci e basta. C’è sempre qualcuno che si difende “Perché mi dovrei vergognare? Che colpa ne ho io?”. Tutti ne abbiamo colpa, chi più chi meno!

Tutti. Più di ogni altro chi ha il potere di non poter cambiare le cose e non lo fa , leggi Stato Italiano e soprattutto Europa. Lo Stato italiano, le istituzioni italiane perché perse, come sappiamo tutti, a districarsi nelle pagliacciate (come quella dei giorni scorsi) perché non hanno tempo né voglia di imporsi all’Europa e quest’ultima perché se ne lava le mani peggio di Pilato.

Io mi vergogno per  quei morti, uomini e donne partiti da lontano, fuggendo dalla miseria e che nella nostra terra hanno trovato un cimitero. Mi vergogno perché non posso fare niente se non urlare o dare una mano ai ragazzi spauriti, migranti, che incontro in stazione e che chiedono con gentilezza e umiltà una indicazione o una sigaretta. Con quegli occhi grandi, liquidi di una tristezza infinita.

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Una risposta a Il dramma dei migranti e i social network

  1. Purtroppo xenofobia, ignoranza e idiozia sono parecchio diffusi…

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