La Sindrome della Geisha e il paradigma della Stronza

sindrome geisha

Parliamo francamente e non nascondiamoci dietro il politicamente-corretto che va tanto di moda: ci sono stereotipi, luoghi comuni che hanno, purtroppo, un fondamento di verità concreto e tristemente, drammaticamente solido. E’ il caso di quella che potremmo definire Sindrome della Geisha. Quello zerbinismo patologico, abbinato alla proverbiale e vana professione di intenti “Io ti cambierò”, che, in diversi gradi e misure, colpisce invariabilmente la maggior parte delle donne. E ora ci sarà sicuramente chi dirà “Io no, io non sono così”…

Ed invece… molte di noi si innamorano (mai un flirt, una passioncella, una botta e via: per la donna-geisha è sempre Amore – notare la maiuscola) del classico stronzo, prepotente, arrogante ed egoista, in alcuni casi sfortunatamente anche violento, e continuano imperterrite, scalando le vette più alte del masochismo salvifico, a prostrarsi umilmente, soggiacendo alla logica perversa del “ogni-tuo-desiderio-è-un ordine”.

Provate a negare…. E ripensate ai pranzetti sofisticati che avete preparato con le vostre manine e che si sono raffreddati invano nei piatti in attesa del principe ritardatario; ripensate al film che non avete visto perché c’era la partita… o alle occhiatacce, ai silenzi, magari alle botte che avete preso per una gonna troppo corta. “Mi ama”… seeee! Semplicemente è uno stronzo e l’attitude a geisha non lo placherà, ma anzi alimenterà il suo ego contorto e vi farà male, sempre di più, anche senza toccarvi con un dito. La sindrome della geisha colpisce senza differenza di stato sociale, non distingue tra le ricche e famose (vedi il caso di Nigella Lawson) e le povere ignote, né tra le brutte e le belle. E’ una malattia egualitaria, a volte fatale.

“Noi donne non siamo più così, ci siamo emancipate”, immagino già le proteste inviperite di quelle che mi accuseranno di avere una visione arcaica e obsoleta della relatà. E’ mentire a noi stesse. In fondo, un po’, chi più chi meno, siamo quasi tutte geishe adoranti… ricordatevi : noi siamo quelle che si innamorano…

… poi ci sono le stronze (e qui le proteste raggiungeranno il climax). Quelle che non si innamorano ma approfittano, si divertono, stuzzicano, giocano e non si… zerbinano ma fanno zerbinare. La stronza vince quasi sempre tranne che nei romanzi di Jane Austen… lo sappiamo tutte che la donna che scappa, che non si piega, che dice sempre no, è quella che affascina di più. E’ il “paradigma della stronza”…

E allora la soluzione è semplice, svestiamoci dai panni della Geisha e indossiamo tutte quelli di Crudelia Demon…

Se ci pensate, però, il discorso vale anche al contrario: le stronze stanno con gli uomini geisha e gli stronzi con le donne geisha: basterebbe coordinarsi e per una volta innamorarsi dell’uomo (o della donna) meno interessante, meno affascinante, meno bello, meno virile, ma più buono, gentile, dolce, anche un po’ insignificante…  sacrificare l’eccitazione dell’amore disperato alla tranquillità dell’amore banale. Chi ci prova per prima?

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