Protestare per negare diritti non è cristiano

Roma 30/01/2016, terza manifestazione nazionale del Family Day, la piazza. Nella foto alcuni manifestanti

Roma 30/01/2016, terza manifestazione nazionale del Family Day, la piazza. Nella foto alcuni manifestanti

Partiamo dai fatti. Cosa prevede il DDL Cirinnà di cui tutti discutono, sentenziano, commentano senza forse averne capito effettivamente il senso. Innanzitutto, la Stepchild Adoption che viene attaccata dal mondo cattolico e definita “adozione per le coppie gay”. Non è proprio così. Nel 1983, la legge n. 184 ha previsto “ l’adozione del figlio del coniuge, con il consenso del genitore biologico, solo se l’adozione corrisponde all’interesse del figlio, che deve dare il consenso (se maggiore di 14 anni) o comunque esprimere la sua opinione (se di età tra i 12 e i 14). L’adozione non è automatica ma viene disposta dal Tribunale per i minorenni dopo un accurato screening sull’idoneità affettiva, la capacità educativa, la situazione personale ed economica, la salute e l’ambiente familiare di colui che chiede l’adozione”. Il DDL Cirinnà non fa altro che estendere tale diritto alle unioni civili tale diritto già previsto, come detto, da una legge dello Stato. 

Per quanto riguarda le unioni civili, si prevede un nuovo istituto, diverso dal matrimonio, tra persone dello stesso sesso (al Capo 1) che riconosce alle coppie gay  diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate. Praticamente gli stessi diritti delle coppie etero. 

Detto questo, è chiaro che il Family Day organizzato dal comitato “Difendiamo i nostri figli” ( da chi?)  è stato una manifestazione strana: non si è scesi in piazza per rivendicare diritti propri, ma per privare cittadini italiani di diritti già previsti dalla legge dello Stato. Una manifestazione contro, non pro! E il fatto che alla base del movimento organizzatore ci sia il mondo cattolico rende ancora più inaccettabile la protesta.

L’ipocrisia di fondo è imbarazzante. Non si scende in piazza contro i preti pedofili, contro le guerre che uccidono bimbi innocenti,  ma ci si organizza per negare diritti!

Rimanendo sull’aspetto più specificatamente laico della questione, basterebbe ricordare ai “manifestanti” quanto stabilisce la nostra Costituzione all’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua , di religione, di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Riconoscere diritti a tutti è cristiano più che negarli e, inoltre, è dovere della Repubblica.

PS: nel ddl Cirinnà non si parla assolutamente di utero in affitto: è meglio precisarlo, visto che è stato uno degli argomenti più trattati al family day

 

 

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