Onore ai vincitori

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Scrivo mentre ancora non si capisce se da queste elezioni verrà fuori un governo. Scrivo sull’onda emotiva di una delusione cocente. L’Italia non cambia. Rimane quel pozzo senza fondo di incertezze e di miracoli inspiegabili che fanno diventare realtà la riesumazione di una fenice ridicola ma invincibile (leggi Silvio Berlusconi).

Una parte di Italia però ha vinto. E sarebbe da sciocchi irrealisti non ammetterlo anche se non si condividono i modi e il verbo urlato del Guru incontrastato di un movimento esploso in maniera prodigiosa al grido di “Arrendetevi!”.

Onore ai vincitori: ai volti puliti che ho visto venerdì mattina sull’autobus davanti alla stazione diretti a Roma per la chiusura della campagna elettorale del Movimento5Stelle, autobus addobbato con un cartello colorato e festoso: “Tutti a casa!”…

Non sono andati via, sono rimasti i volti incartapecoriti degli inamovibili… ha vinto comunque quella parte di Paese che ha scommesso sul vento del cambiamento vero, epocale e quelli come me che non hanno avuto il coraggio di dare una spallata decisa al vecchiume, ora si mangiano le mani.

Non rimpiango di non aver votato Grillo. Questo, no! La mia non è una auto-sconfessione. Grillo non mi piace come ho avuto modo di dire più volte. Anzi mi spaventa nella stessa misura in cui da comico mi faceva ridere tanto. Mi spaventano le sue tirate urlate e inferocite, piene di insulti per tutti, senza distinzioni di sorta … mi piacciono i grillini però, e forse sarebbe meglio spersonalizzarli e chiamarli sostenitori del movimento5stelle, ora che hanno vinto le elezioni perchè al di là dei numeri hanno vinto loro.

E non si può non ammirarne il coraggio e la forza che viene solo dall’inseguimento di un sogno… i sogni diventano realtà se li si sa inseguire e io ho il rammarico di non averci creduto davvero nel mio sogno di cambiamento, radicale, decisivo… quello di cui parlava per esempio quel Matteo Renzi che io alle primarie non ho votato. Mea Culpa!

E ora che si fa?

Fare le valige e partire per la Terra di Mezzo degli Hobbit? Qualcuno mi fa notare che i nani ci stanno anche là… e allora tocca rimanere … magari prima o poi impareremo tutti a guardare oltre, oltre il nostro naso, magari di pochi centimetri… quelli che bastano per intravedere un barlume di futuro che sa meno di muffa stantia…

 

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