SIAMO TUTTI BARBARI

La tecnologia ha sovvertito le “caste “ culturali rendendo fruibili le informazioni in modo immediato e allargando il “sapere” ad utenti impensabili fino a qualche anno fa. Ne ha parlato Alessandro Baricco a Bologna ieri sera, 14 giugno, all’apertura della Festa di Repubblica 2012: “Scriviamo il futuro”.
L’innovazione tecnologica, annullando la mediazione, ha incluso gli “esclusi” in ambiti culturali prima riservati a pochi. I barbari sarebbero dunque tutti coloro che non avendo alle spalle generazioni di “acculturati”, hanno un gusto “imbarazzante”… così dice Baricco (in modo peraltro incantevole), “mutanti che respirano con le branchie di google”, e che con il loro divenire irrefrenabile attentano alla antica immutabilità di un sistema culturale immobile e mummificato.
La “follia democratica”, la definizione collettiva delle decisioni, dice lo scrittore è elettrizzante ma ha come contropartita la perdita di profondità. La superficialità dei barbari contro la profondità della “casta”.
Il fascino, la magia della sua oratoria, l’affezione “patologica” che mi lega ai suoi scritti, però, non mi impedisce di pensarla positivamente rispetto al fenomeno descritto da Baricco perché , tranne i ragazzi “nativi” nell’era del touch-screen (quelli, per intenderci, che non sono mai vissuti in una casa senza computer o cellulari) che sono ILLUMINATI per nascita, e a prescindere dalla acculturazione generazionale ( la tecnologia ha reso tutti ignoranti e tutti colti) siamo tutti BARBARI , orde di homines novi che stanno imparando ad imparare senza distinzione di estrazione sociale o di opportunità.
“Il futuro è un piacere”, ha detto ancora Baricco, e , dico io, appartiene ai barbari, appartiene a tutti noi.

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Una risposta a SIAMO TUTTI BARBARI

  1. salvo ha detto:

    La superficialità dei barbari contro la profondità della “casta” …
    Cnn tutto il rispetto dovuto — Baricco puo’ esprimere le sue idee in modo forbito, e fiorito, ma non ha capito nulla di questa tecnologia e del rapporto degli esseri umani con la tecnologia. Il fenomeno che lui cerca di identificare — la superficialita’ della Barbarie che spazza via la profondita’ della casta — e’ uno dei tanti fenomeni, e nemmeno il piu’ importante, e certamente meno interessante — associati con la ‘nuova’ tecnologia. La tecnologia.

    Il fenomeno interessante che concerne la tecnologia e quello della conoscenza. Oggi, non c’e’ nessun campo del sapere umano — anche quelle ‘umanistiche’ — che non si sia radicata nella tecnologia. Matematica, fisica, astrofisica, chimica, biologia (genetica, per esempio), ingeneria e architettura, filosofia-logica, psicologia, economica, scienze politiche, sociologia, anthropologia, letteratura, studi delle ‘civilta’ antiche’, ecc., ecc., ecc., tutte queste branche del sapere non potrebbero esistere senza la ‘tecnologia’.

    Se c’e’ qualcuno che attenta “alla antica immutabilità di un sistema culturale immobile e mummificato” non e’ solo, o principalmente, la massa della popolazione … e’ una ‘casta’ nuova, diversa, che Baricco non riconosce: la casta che ha una profondita’ senza precedenti del sapere umano, e il sapere umano dipende dalla ‘tecnologia’.

    Ma se si volesse giocare dentro i confini del mondo di Baricco, anche la sua valutazione del fenomeno … e’ oscurantista e ignorante. Dovesse imbattersi in gruppi / organizzazioni come “Occupy Wall Street”, che della follia democratica di voler arrivare a decisioni collettive unanimi, una cosa imparerebbe … la profondita’, e complessita’, del percepire, pensare, e agire dei giovani — e non giovani.

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