BENZINA AVVELENATA

Ci risiamo. Quando, per motivi di “opportunità” i soldi non si trovano, il Governo Monti decide di prenderli da chi non può opporsi: i cittadini “normali”, quelli che non hanno alle spalle grandi interessi, che vivono di stipendio o di pensione. Già qualche mese fa si accantonò l’idea di aumentare gli alcolici per assumere alcune migliaia di precari della scuola e ora si è deciso di finanziare, in caso di calamità, la protezione civile non con 2 centesimi sugli sms (immagino la reazione delle aziende telefoniche…), bensì con 5 centesimi di aumento della benzina. Si, avete capito benissimo: ennesimo aumento della benzina, però solo in caso di disgrazia… e facciamo i dovuti scongiuri…
I fatti. Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare la riforma della protezione civile prevedendo che ,in caso di calamità naturale e conseguente dichiarazione dello stato d’emergenza, le regioni avranno facoltà di alzare le tasse sulla benzina fino ad un massimo di 5 centesimi per litro. In questo modo la calamità diventerà doppia, o no? L’ennesima accisa sul carburante che rientra appropriatamente nella linea del Governo Monti, quella dell’equità, crescita e rigore. Infatti, in attesa di crescere tutti equamente, la benzina aumenta… rigorosamente!
Per curiosità ho dato un’occhiata a quali componenti incidono in Italia sul prezzo del carburante. Il costo dipende dal prezzo del combustibile, dall’IVA e da una serie di accise che incidono per più di un terzo e che si configurano come imposte di scopo, introdotte cioè per risolvere un dato problema specifico ma mai eliminate anche dopo che il problema è stato risolto. Proviamo ad elencarle:0,001 euro per la guerra di Abissinia del 1935; 0,007 euro per la crisi di Suez del 1956;0,005 euro per il disastro del Vajont del 1963;0,005 euro per l’alluvione di Firenze del 1966;0,005 euro per il terremoto del Belice del 1968;0,051 euro per il terremoto del Friuli del 1976;0,039 euro per il terremoto dell’Irpinia del 1980;0,106 euro per la missione in Libano del 1983;0,011 euro per la missione in Bosnia del 1996;0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;0,040 euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011.
Inoltre, con la Manovra economica del 2011 sono state confermate anche le accise introdotte nel 2011 e con la “Manovra Salva Italia”) sono arrivati nuovi rincari sulle accise. Anche nel 2012 sono state introdotte addizionali regionali sulle accise in 6 diverse regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Lazio).
Andando di questo passo, ci rimarranno poche alternative: o andare tutti a piedi o… e qui mi viene un’idea straordinaria con cui possiamo prendere due piccioni con una fava, andiamo tutti in risciò! Avete presente le carrozzelle trainate a “forza umana” in uso in India? In questo modo immaginate quanti disoccupati troveranno lavoro, ognuno con la sua carrozzella, e il prezzo della benzina non ci farà più paura… ovviamente stavo amaramente scherzando. Non condividete che se ci sente Fornero ci prende in parola e l’introduce nella riforma del lavoro…

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