L’ERRORE DELLE DONNE

E’ basta con questa festa della donna! Per amor di parità, la festeggerò solo quando ci sarà anche una festa degli uomini e questa volta io, “femmina meridionale” e femminista patologica cerco di spiegarvi perché, secondo me, a volte (anche) le donne sbagliano … Ci sono paesi nel mondo in cui per il solo fatto di essere donna si rischia la vita e paesi in cui le donne sbagliano a considerarsi categoria a parte, quasi “specie” da proteggere alla stregua dei panda a rischio di estinzione. In Italia, per esempio, si continua a parlare di  pari opportunità partendo da un presupposto di inferiorità che nella vita reale è vero solo in parte. Cerchiamo di guardarci intorno e di essere obiettivi. La mattina in metropolitana, o per strada nelle ore di punta, quante sono le donne affannate che si recano a lavoro? E quanti gli uomini? C’è veramente tanta differenza nei numeri? Anzi, nelle università non sono di più le ragazze?

E notate limitazioni nei comportamenti sociali delle donne rispetto a quello degli uomini? Mesi fa in Arabia Saudita si è svolta una protesta particolare, WOMEN2DRIVE: le donne si sono messe al volante contro la legge che impedisce loro di GUIDARE! Io guido e mia madre ha preso la patente nel 1971…

E vi sembra che le donne che prendono un caffè in un bar siano apostrofate regolarmente con termini offensivi che si riferiscono alla loro facilità di costumi?

“La parità non si vede da queste cose, la donna in Italia è considerata un oggetto, non ci sono politiche per la famiglia, non ci sono donne ai vertici della politica e delle grandi aziende”… queste saranno le vostre obiezioni, ma parliamone, cerchiamo di fare un passo in avanti, oltre le frasi fatte che non portano a nulla.

a) Le donne sono considerate un oggetto: quali donne? Le Bunga Bunga girls? Le Veline? Le modelle? Quali? A parte il fatto che , secondo me, queste ragazze sono sufficientemente attrezzate-intellettualmente e culturalmente- per sfruttare piuttosto che farsi sfruttare, sono loro le donne italiane? Ma non scherziamo! Mi rivolgo alle donne che stanno leggendo, quante veline ci sono tra di voi, quante? E quante di voi si prestano a vendere il proprio corpo per ottenere vantaggi di qualsiasi tipo?  Non dimentichiamoci che le donne protagoniste delle squallide storie che hanno riempito le pagine dei giornali, sono donne consenzienti che hanno semplicemente fatto scelte diverse da quelle della maggioranza delle donne italiane e io non sono convinta affatto che il loro comportamento influenzi le giovani generazioni. Perché altrimenti, come dicevo prima, le Università sarebbero stracolme di ragazze? Sono tutte racchie che non hanno la possibilità di intraprendere la tanto ambita carriera di escort? O sono giovani donne moderne con la testa sulle spalle che pensano a costruirsi un futuro con la forza potentissima del proprio cervello?

b) Non ci sono politiche per la famiglia: è vero! Non c’è una cultura di sostegno alla famiglia, non ci sono asili nido o altre forme di aiuti che consentano alle famiglie italiane di affrontare i problemi, a volte veramente insormontabili, della vita quotidiana. Si nega qualsiasi forma di sostegno alle madri lavoratrici, non tanto dal punto di vista legislativo, ma sociale e culturale. In Italia le donne “normali” riescono a conciliare lavoro e famiglia solo se  supportate da parenti perché mancano strutture e servizi pubblici e il 61% , secondo una recente indagine della IPR Marketing, abbandona il lavoro a seguito della prima gravidanza… però – fortunatamente c’è sempre un però – le famiglie non sono composte solo da donne. “Sono loro che sopportano il peso maggiore”… probabilmente 20, 10 anni fa era vero ma nelle famiglie giovani siamo sicuri che sia ancora così? I maschi di oggi sono TUTTI come i loro padri, no come i loro nonni, che tornavano dal lavoro e si mettevano in pantofole? A parte che se fossero così sarebbero lo specchio dell’educazione impartita loro anche dalle madri, in realtà se facciamo uno sforzo di analisi oggettiva ci accorgiamo che molti (non tutti!) giovani padri di famiglia contribuiscono al menage familiare nella stessa misura delle giovani madri, o quasi. Quindi, la cronica assenza di attenzione verso le politiche della famiglia non penso sia dannosa “solo” per le donne.

c) Non ci sono donne ai vertici della politica e delle grandi aziende: e su questo punto il discorso si complica. A parte il fatto che il presidente di CONFINDUSTRIA e tre dei ministri più importanti sono donne, è innegabile che la politica non sia ancora una cosa per donne… ma non lo è nemmeno per i giovani uomini. Non si tratta di una questione di sesso, ma di un problema di ermetismo giurassico che impedisce l’accesso al potere a chi non è maggiorenne intendendosi per tale gli over 50 con radici consolidate nel passato partitocratico elitario degli ultimi decenni. Esistono le eccezioni, per carità, ma è un dato di fatto che quando si parla di nuovo che avanza in Italia si parla ancora di Fini, Casini, Vendola, Veltroni tutti ampiamente cinquantenni e sessantenni.  Ai vertici, non è che non c’è posto per le donne, non c’è posto né a destra né a sinistra, per chi non rientra in un dato sistema che, forse- in maniera pacifica – sarebbe il caso di sovvertire con la forza delle idee … magari quelle dei Visionari come noi…

Detto questo, posto che c’è tanto ancora da fare , soprattutto nell’educazione delle donne del futuro, riflettiamo serenamente insieme e con serenità e franchezza ammettiamo che , tutto sommato, l’Italia è già un Paese per donne solo che potrebbe essere un paese migliore per tutti gli italiani senza distinzione di razza, età, e anche sesso.

L’errore delle donne è, almeno in alcuni casi, l’autocommiserazione… Dai ragazze!!!! We can do it!

Adattato per l’occasione dell’8 marzo da http://www.visionblog.eu/blogdivision/blog/articolo.asp?articolo=245

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Una risposta a L’ERRORE DELLE DONNE

  1. Fabius ha detto:

    Vero, la politica italiana è maschilista (basti vedere come anche in alcuni paesi latinoamericani -tradizionalmente più sciovinisti- ci siano o ci siano state donne presidente) però posso citarti diverse donne che sono in parlamento da oltre 20 anni (Turco, Finocchiaro e Bindi ad esempio)che, esattamente come i loro colleghi maschi, non hanno fatto in alcun modo la differenza e che anche se non ci fossero state non sarebbe cambiato nulla. Non vedo maggiore uguaglianza tra uomini e donne in questa loro palese inutilità 😉
    P.S.
    Nel 1999 firmai per Emma Bonino presidente, perché credo fortemente nell’importanza di più donne in politica MA in posizioni di rilievo, come ben sai però non se ne fece nulla…

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