MAGRA DA MORIRE

Guardo questa foto e dico : “Poverina!”. Ho di fronte l’immagine triste di una donna malata e il bianco e nero amplifica il senso di commiserazione. Le braccia scarnificate, le gambe scheletriche, il volto angosciosamente tirato: l’emblema di una sofferenza indotta, non necessaria, sgradevole alla vista.
La foto è su una rivista e pubblicizza un noto brand che l’utilizza per rappresentare il bello, l’eleganza, la moda e se io avessi 15 anni la mia percezione sarebbe diversa: non sarei più triste per la ragazza emaciata ma mi guarderei allo specchio e poverina lo direi a me stessa.
Comincerei a farmi mille domande: “perché non sono così magra? Perché i jeans dell’anno scorso mi vanno stretti?” e comincerei con saltare la colazione, a limitare il pranzo, a cenare con una tazza di latte, prima, e poi solo con un tè. Comincerei a pesarmi 4 o 5 volte al giorno controllando i grammi e finirei per non mangiare più niente o per mangiare e poi vomitare (usiamo le parole esatte).
E’ indubbio che i media svolgano un ruolo importante nell’influenzare le opinioni e le scelte della gente e degli adolescenti in particolare. Le riviste, i giornali,la televisione, internet ci bombardano con immagini stereotipate che niente hanno a che vedere con il reale, ma che sono percepite come emblema di desiderabilità. La maggior parte delle celebrità ostentano i loro corpi cesellati e lo stomaco piatto, risultato in alcuni casi – perché no?-di allenamenti faticosi e diete sane, e in altri di abili manipolazioni digitali (Photoshop fa miracoli!) …E perfino per gli spot del dentifricio si usano modelle taglia… zero!
Sarebbe,però, riduttivo pensare che l’esaltazione della magrezza da parte dei media , sia il solo movente di patologie gravi e complesse, quali l’anoressia e la bulimia, che trovano invece i loro motivi scatenanti negli equilibri familiari e relazionali. Non c’è per forza un nesso causale tra l’esaltazione di un dato modello irreale di bellezza e l’innescarsi dei disturbi alimentari. Anche perché, se così fosse, allora, essendo globale il mercato della moda, dovrebbe essere globale anche il fenomeno dell’anoressia, fatto non vero, visto che in alcune parti del pianeta il problema non esiste.
In italia , però, il problema esiste (http://www.euroconferenzasalutegiovani.it/upload/Report%20disturbi%20alimentari.pdf) :
• La mortalità per suicidio o per complicanze somatiche conseguenti alla malnutrizione è del 10% a dieci anni dall’esordio e del 20% a venti anni: costituisce la prima causa di morte per malattia nella fascia di età compresa tra i 12 e i 25 anni, in pazienti di sesso femminile.
• Circa il 5 per cento delle giovani tra i 13 e i 35 anni soffre di anoressia o bulimia, ma l’incidenza sta salendo anche tra le quarantenni e tra gli uomini, facendo arrivare così alla cifra complessiva di 3 milioni il numero di persone affette da problemi alimentari.
Questi dati fanno riflettere e se è vero che non è tutta colpa della moda e dei media, forse, se la ragazza nella foto avesse un aspetto più sano, una ragazzina qualsiasi , dall’altra parte della rivista, continuerebbe a fare colazione la mattina e a vedersi bella perché la bellezza, che ha tanti aspetti, modi, tipi – mi perdoni la modella della foto- non sta certo in questo infelice scatto…

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