ITALIANI VERI

Claudio – il suo vero nome non lo dice perché secondo lui è impronunciabile – è nato in Albania meno di trent’anni fa. E’ arrivato in Italia ancora bambino insieme ad alcuni parenti , a bordo di un barcone. Parla con l’accento tipico della cittadina del sud Italia che lo ha adottato. Fa il muratore a giornata e guadagna poco, pochissimo, riuscendo comunque a mandare qualche euro a sua madre e laggiù il pochissimo diventa ricchezza. Torna in “patria” ogni due, tre anni e il suo è il ritorno dell’uomo arrivato che ha trovato la fortuna che cercava. Quando rientra ti racconta sempre di come sua nonna prepara lo yogurt: “Ci vuole il latte vero, e poi bisogna mandargli i baci perché se no lo yogurt non riesce bene”. I baci allo yogurt, che nella sua ricetta diventano indispensabili, hanno il sapore dolce-amaro dei ricordi di un bambino nato albanese e cresciuto italiano.

Karina è una ragazzina bellissima con lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri. È arrivata in Italia dalla Siberia con sua mamma barista quando aveva 5 anni, ora ne ha 12. Di quel paese lontano parla come di una turista: “Laggiù il freddo non è come da noi”. Già, come da NOI… E se le chiedi di dirti qualche parola in russo si schernisce “non mi ricordo più”, poi sorride e dice “Loro scrivono in modo strano”. Già, LORO…

Mohammed è nato in Lombardia da padre e madre senegalesi. Ha studiato, si è laureato e dopo la laurea ha fatto una scelta difficilmente comprensibile: si è messo a fare il Vucumprà! Gira l’Italia con la merce in spalla, dormendo dove capita. “Dovevo capire cosa provano loro”. Ancora LORO…

Claudio, Karina, Mohammed. E altri, tanti altri. Stranieri italiani o italiani stranieri. Ogni tanto qualcuno azzarda: “Diamogli la cittadinanza” e, come per qualsiasi altra questione nel nostro Paese, si infiamma il dibattito, divampano le polemiche, si accendono gli animi … ius sanguinis o ius soli? Mai ius di quel cuore e delle sue ragioni che la legge non conosce, anzi non riconosce. Passano pochi giorni, quanto basta per far scoppiare un altro “casus belli” e le fiamme di speranza per tanti nati-in-Italia o cresciuti-in-Italia , stranieri per i più, italiani nell’anima, si spengono miseramente. “Negli altri Paesi non si fa così…negli altri Paesi la legislazione è molto più rigida”. Che assurdità!

E’ un dato di fatto di una evidenza sconcertante: Claudio, Karina e Mohammed sono già italiani!!! Italiani veri, proprio come nella famosa (meglio famigerata?) canzone di Toto Cutugno che gli Italiani emigrati all’estero gridano a squarciagola in ogni festa, ricorrenza, riunione e a questo punto mi è venuta una idea: diamo la cittadinanza a chi la canta tutta senza errori …“Lasciatemi cantare, sono un italiano, un italiano vero…”.

Calma, calma… stavo scherzando… era solo una provocazione o uno spunto di riflessione: non si dice così?

Comunque la prossima volta che andrà in Albania, Claudio ha promesso di portarmi una bottiglia di latte vero perché, come dice lui, “qui DA NOI non si trova”…

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Una risposta a ITALIANI VERI

  1. Carlo ha detto:

    È vero ciò che scrivi. Da due anni, in primavera, insegno a utilizzare il computer in un progetto provinciale per immigrati. Il corso è seguito da persone che provengono da ogni parte del mondo e di qualsiasi età. I più giovani, tranne per qualche parola, non conoscono la loro lingua di origine; le mamme parlano tra loro in arabo e, se chiedo ai figli che cosa hanno detto, mi guardano come per dire: sono italiano, che domanda fai.

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