SANITA’: SI SALVI CHI PUO’

Conobbi tempo fa un ragazzo belga che aveva deciso intrepidamente di creare una piccola impresa in Calabria, trasferendosi a vivere con tutta la famiglia , moglie e due figli, in una sperduta campagna della mia splendida e disgraziata terra. Il ragazzo belga, di cui ahimè non ricordo il nome, era innamorato della sua scelta e dell’Italia, in particolare del meridione. Prima di trasferirsi aveva, però, stipulato un’assicurazione che gli consentiva di rientrare immediatamente in Belgio in caso di qualsiasi necessità sanitaria: “Anche se mio figlio si sbuccia un ginocchio”… Mi è venuto in mente questo episodio dopo aver letto della signora in coma da 4 giorni, posteggiata in una barella nel policlinico Umberto I a Roma.

Scrivere di malasanità è difficile. È una questione che va valutata da diversi punti di vista. Quello degli operatori, medici, infermieri, parasanitari. Quello degli amministratori a vario livello che devono gestire risorse carenti a causa degli sprechi e delle ruberie diffuse. Quello degli ammalati, il più importante.

Partiamo dagli operatori di cui nella maggior parte dei casi non si può discutere la professionalità. Certo ci sono le eccezioni, che in questo campo non dovrebbero essere consentite, perché quella del medico – e vale anche per gli infermieri- non è una professione normale. Assomiglia più ad una missione, come per i preti. Se un medico sbaglia ti ammazza e ti può far del male anche se ti cura bene ma ti tratta da “cosa” e non da persona, se non ti supporta psicologicamente ad affrontare l’infermità che ti rende vulnerabile e indifeso. Ciascuno di noi ha avuto a che fare almeno una volta con un medico poco… missionario e molto burocrate che si limita a prescrivere farmaci di una data casa farmaceutica  per garantirsi la partecipazione ad un congresso e che non ha nemmeno il garbo di chiederti come ti senti veramente. Sono eccezioni… come eccezione era quel medico che in una ecografia non ha riconosciuto lo stomaco (questa è accaduta davanti ai miei occhi)… eccezioni… per fortuna …

La verità è che per quanto siano preparati, gli operatori sanitari sono anche scoraggiati, demotivati dalla gestione delle risorse a disposizione della sanità italiana. Non è colpa loro se non ci sono letti, no? No è colpa loro se la signora di Roma è rimasta su una barella per 4 giorni. Qui, però, il discorso si complica sul serio perché in Italia trovare il bandolo della matassa quando si parla di sprechi è impresa ardua. Ospedali iniziati e mai finiti, altri sforniti dei macchinari e del personale necessari perché i soldi vengono usati “per non finire” gli ospedali di cui sopra… per non parlare della richiesta di infermieri che importiamo dall’est perché ne abbiamo pochi di nostrani (allargare un po’ le maglie del numero chiuso nelle facoltà infermieristiche, no, eh?). Un disastro.

E arriviamo al punto di vista del paziente, di chi si ammala. In italia, e generalizzo pur essendo consapevole che esistono eccellenze, la malattia è un dramma sia in quanto tale sia perché ti costringe a confrontarti con i lunghi e micidiali tentacoli della piovra sanità. Liste d’attesa lunghe anni: muori prima che arrivi il tuo turno alla faccia della prevenzione. I viaggi della speranza da sud a nord che dissanguano le famiglie. I ricoveri nei corridoi. Le diagnosi approssimative per mancanza di strumenti diagnostici… poveri malati, poveri noi.

Sono sicura che molti di voi che leggono hanno il loro piccolo aneddoto negativo da raccontare. Ma sono altrettanto sicura che molti hanno anche un miracolo da raccontare, miracolo realizzato grazie a un medico o anche ad un infermiere che ha fatto onore alla sua professione, anzi missione. I miracoli non bastano però. Non è una sanità “miracolata” di cui i cittadini hanno bisogno, ma di una sanità concretamente efficiente per tutti non solo per chi può permettersi le cliniche private e i grandi primari.

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Una risposta a SANITA’: SI SALVI CHI PUO’

  1. Russo Gaspare ha detto:

    Cara Annamaria il tuo commento non fa’ una piega ma malauguratamente i soldi per la Sanita’ sono pochi e il personale e’ ridotto i miracoli li puo’ fare solo Dio.Ciao Gaspare

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