NESSUNO TOCCHI EVA

Il secondo schiaffo o pugno non ha più il sapore amaro della sorpresa e fa male più del primo perché allo stupore si sostituisce la consapevolezza che il mostro che le sta davanti e che ha negli occhi una ferocia terrificante da bestia incattivita da chissà che raptus è proprio una delle persone che ama. A niente vale cercare di sfuggirgli. Eva e tutte le Eve di questo mondo finiscono sempre per ritrovarsi su un divano, su un letto, in un angolo dal quale non possono scappare. E i colpi aumentano e il dolore più forte che sentono è quello del cuore che si spezza, non delle ossa. Il cuore va in frantumi perché le mani e i piedi che le colpiscono appartengono a qualcuno per cui provano amore, di cui si fidano, o almeno si fidavano, a cui avrebbero affidato la loro stessa vita, da cui si aspettavano protezione…  non hanno nemmeno la forza per chiedere pietà o urlare… e io, scrivendo, vorrei tanto urlare per te, Eva… ti chiamo così e scrivo…

In altre occasioni, parlando della condizione femminile, ho ironizzato, barcamenandomi alla meno peggio tra il serio e faceto. Stavolta niente ironia. Non c’è spazio per battute, per  provocazioni scherzose o semi-serie. Stavolta voglio solo gridare di  dolore per le tantissime donne, in Italia e nel mondo, che subiscono violenza, fisica e psicologica, e, in particolare, per quelle che la violenza se la ritrovano come compagna della vita quotidiana perché a percuoterle, ad abusare di loro e della loro dignità sono padri, fratelli, mariti, fidanzati, amanti…

Nessuno tocchi Eva… Nessuno perché, per quanto si parli di parità, nella maggior parte dei casi e salvo eccezioni straordinarie, un uomo è fisicamente più forte di una donna e tra i due non può esistere semplice “colluttazione” o semplice scontro fisico: uno schiaffo da donna a uomo può bruciare, far ardere l’orgoglio, uno schiaffo da uomo a donna può distruggere una faccia, far saltare denti, lesionare un orecchio, oltre a ferire l’anima a sangue… vero! Perfino la sola minaccia di un gesto d’odio può far danni incancellabili. Il colpo minacciato equivale a quello dato: incrina la sicurezza e alimenta la sensazione di essere inermi… non la sensazione, ho sbagliato, ma la consapevolezza di essere inermi, di non potersi difendere, di non poter evitare il dolore.

Analizziamo qualche dato: in Italia, quasi il 32% delle donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni, ha subito violenza fisica o sessuale. Nella maggior parte dei casi, la violenza fisica è opera del partner ed è grave o gravissima. “Il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la sua vita fosse in pericolo in occasione della violenza subita. Ma solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stato qualcosa di sbagliato e per il 36% solo qualcosa che è accaduto. Anche nel caso di stupro o tentato stupro, solo il 26,5% delle donne lo ha considerato un reato”(dati Istat: http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/testointegrale.pdf). Ed è questo che inquieta, forse ancora più dei dati e le percentuali: il fatto che le donne vittime di violenza non si rendano conto, in molti casi, di essere vittime. Considerano la violenza come un caso fortuito o addirittura come una punizione meritata. E non denunciano. La violenza domestica rimane per lo più sommersa, per paura anche di non essere credute e di essere addirittura sbeffeggiate, per vergogna e proprio per la convinzione errata di non essere vittime indifese, ma addirittura cause legittime della violenza subita. Ma che pensi, Eva, che te lo sei meritato???

“Nessuno può immaginare quel che dico quando me ne sto in silenzio  chi vedo quando chiudo gli occhi,come vengo sospinta quando vengo sospinta cosa cerco quando lascio libere le mie mani. Nessuno sa…che la mia debolezza è una maschera e la mia forza è una maschera,e quel che seguirà è una tempesta.”: sono versi di Joumana Haddad, alcuni dei più bei versi mai scritti per descrivere, con una efficacia dirompente e lacerante, la forza e la fragilità delle donne. Forza e fragilità, due termini contrapposti , quasi incompatibili, ma che nell’essere donna trovano la loro quadratura perfetta, il loro ricomporsi a natura unica, ad aspetti diversi di un tutto sfaccettato e variegato. Ed è a questa forza che devi fare appello Eva per difenderti e denunciare. Perché tu non hai colpe! Non te lo sei meritato! Ed è a questa forza che dobbiamo appellarci noi tutte per gridare con Eva e per Eva: adesso basta! Nessuno – ma proprio nessuno – tocchi Eva!

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2 risposte a NESSUNO TOCCHI EVA

  1. Giorgio Pagani ha detto:

    Usare violenza ad una donna è uno degli atti più schifosi e vigliacchi che un uomo possa compiere, secondo solo all’usarne ad un bambino od ad un handicappato.Non credo nella superiorità di uno dei due sessi, ma nell’uguaglianza nelle loro diversità.

  2. Pingback: 25 Novembre, contro la violenza sulle donne: Nessuno tocchi Eva! | FEMMINA MERIDIONALE

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