I SUPER POTERI DELLA GENTE “COMUNE”

Un treno di pendolari alle 6 di mattina è un campionario di varia umanità e se ti fermi ad osservare, ad origliare – lo so che non si fa… – e, soprattutto, se la smetti di sbadigliare ti accorgi di quanto è bella la gente “comune” che poi di comune non ha proprio niente, ma è straordinaria più di quanto lo siano i super eroi dei cartoni animati perché solo se si hanno super poteri si può affrontare la vita “normale”…

Le ragazze africane con il viso di bambola e il sorriso limpido , per esempio, che chiacchierano allegramente tra loro in un inglese  rumoroso, sono così simili alle studentesse universitarie  sedute al loro fianco e invece … vengono da lontanissimo e chissà quali peripezie hanno dovuto superare, chissà da che vita sono scappate per affrontare in maniera così tranquilla quella che hanno trovato qui. Come vivevano prima se riescono ad alzarsi la mattina, prendere il treno e sorridere nonostante qualcuno le aspetti alla stazione di arrivo per portarle in una casa dove qualcuno – e mi chiedo chi – le tratterà come… bambole senz’anima?

Le studentesse chiacchierano più sommessamente. Stanno per finire gli studi e sono preoccupate di quella che potremmo definire la madre di tutte le preoccupazioni, si chiedono “E dopo?”. Studiano biologia e il dopo non è solo incerto, ma improbabile! “non rimane che la specialistica”, dice una e l’altra risponde “serve solo a rinviare il problema di 5 anni che sprecherai lavorando gratis e non imparando niente”… ti verrebbe da intrometterti nei loro discorsi per incoraggiarle… forza ragazze! Sperate ancora! Dalla vostra parte c’è il tempo e l’energia.

Più in la c’è il gruppo degli insegnanti precari e non. Fanno la conta. “Giovanna è perdente posto”, “Luigi è rimasto fuori”,  “ Elisa ha una supplenza lunga”… ogni giorno aggiornano i superstiti e i caduti e ogni giorno dicono quella frase “insegnare non è più come una volta”… solo che poi si rendono meno simpatici perché aggiungono “una volta non si faceva programmazione e il lavoro si riduceva alle ore che stavi in classe” e allora insorge il portalettere, o l’operaio di RFI e li apostrofa “attenti a non lavorare troppo… ma se state tre mesi a casa”… l’eterna discussione non degenera mai perché il discorso si sposta quasi sempre sul prezzo della benzina o della bolletta del telefono e le distanze si annullano. In fondo siamo tutti nella stessa barca e i super poteri non si possono sprecare per polemizzare, bisogna usarli per remare contro l’impossibile. Arrivare a fine mese con serenità, a volte, molto spesso, è infatti una missione impossibile sia per gli insegnanti che per i portalettere.

C’è poi il gruppo dei politicizzati e quelli si che si perdono in chiacchiere inutili. Sembrano la replica dei talk show televisivi. Sono i più acculturati. Di solito professionisti prestati alla politica, assessori o consiglieri comunali di piccoli comuni che si accapigliano su questioni altissime, sparando a vanvera soluzioni e proposte insulse, e poi si passano i bigliettini con il nome di qualcuno da raccomandare all’amico di un amico… ma i super poteri, stranamente, li hanno anche loro. Infatti, ti sorprendono organizzando una colletta per una famiglia che non può portare il figlio lontano a curarsi di un brutto male.

Quelli che fanno più tristezza e anche tenerezza sono proprio i pendolari della salute, per lo più coppie di anziani che si recano nei grandi presidi ospedalieri per cure o accertamenti particolari. Hanno un aspetto fragile e le mani che tremano mentre cercano il biglietto nelle tasche per mostrarlo al capo treno. E parlano tra loro di figli che non li hanno accompagnati e hanno una dignità  che sgomenta , altro super potere della gente comune…

E che dire dei ragazzi delle superiori che sprizzano energia dai loro visini freschi e che ti fanno sorridere con i loro scherzi impertinenti? Poi ti sorprendono quando vengono a chiederti “dopo la qualifica del terzo voglio smettere, mamma non è d’accordo, tu che ne pensi?”  , e allora parli e lo fai parlare , cerchi di spiegargli cose che sa meglio di te. Su una cosa lo convinci “è meglio saperne sempre più degli altri”…

In fondo, è la gente comune la vera forza di questo Paese. Quella che stenta e paga il prezzo più alto della crisi economica e delle bizzarrie dei politici. È la gente comune la vera speranza, ancora più dei cervelli fuggiti via che si cerca di far tornare e che si usano sempre come esempio. Forse, quei cervelli – che hanno tutte le ragioni per fuggire e non tornare – si sono dimenticati di averli anche loro i super poteri .. e, forse, tanti di quelli che ogni giorno i super poteri sono costretti ad usarli per andare avanti, la vorrebbero una via di fuga ma non possono permettersela…

Ora sembrerà che ce l’ho con i cervelli in fuga. Ma non è così. Solo che considerarli sempre l’Italia migliore mi sembra esagerato. È più coraggioso e lodevole chi resta, resiste e lotta, a modo suo,  per cambiare le cose… ma è solo una mia opinione.

E comunque ora devo spegnere il pc… il treno è arrivato in stazione e devo correre a prendere l’autobus.

Ps: ci vogliono i super poteri anche per viaggiare su questi treni che minacciano la salute non solo fisica dei pendolari, ma anche quella psichica… ma questa è un’altra storia…

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