GENTE DI MARE

paesaggio_italiano_1_34_-_gianni_berengo_gardin__calabria__1966Tempo fa i materassi non erano così tecnologici come quelli che usiamo ora. Si riempivano di lana e la lana, almeno qui al sud, si lavava a mare.Me lo raccontava mia nonna,“l’acqua era limpida”,diceva,“la potevi bere… e se salivi su in paese riuscivi a vedere le pietre del fondo”…

Tanto pulito era il mare che in primavera e in autunno, i “fiori di mare” – come li chiamano da me, o “barchette di San Pietro” come li chiamano altrove- riempivano la spiaggia: migliaia di minuscole barche a vela azzurre che popolano i mari non inquinati e che ora, in alcune parti del sud, non si vedono più.

E, sempre in primavera, gli “sciabbachielli”, trainati dalle barche, scendevano a riva stracolmi di “rosamarina”, novellame che la gente mangiava crudo direttamente dalla rete.

Addirittura, con l’acqua di mare si impastava il pane e a Pasqua, dopo la Messa grande, la gente andava in spiaggia a bagnarsi: rito purificatore che l’acqua limpida e cristallina rendeva sacro…

E la spiaggia era lunghissima. Ti stancavi prima di raggiungere l’acqua. Lunghissima e pulita. D’estate non c’erano cartacce e bottiglie di plastica che i più , stremati dal caldo, non riescono proprio a depositare negli appositi bidoni…

Tempi lontani divenuti leggenda nei racconti degli anziani, ricordi nostalgici per chi ha 40/50 anni, reminiscenze remote per i trentenni, fantascienza per i più giovani. Il mare di alcune zone del sud- leggi Calabria, almeno in alcuni punti-, infatti, non è più trasparente e nonostante gli slogan sensazionalistici di alcune amministrazioni locali, non è più un “mare da bere”.

Non lo è soprattutto d’estate, quando arrivano i turisti e i depuratori non reggono e smettono di funzionare e una schiumetta si addensa minacciosa in superficie. A volte leggera, a volte manto disgustoso che annulla ogni trasparenza.  Quando è leggera, un velo, i turisti nemmeno se ne accorgono, mentre i “residenti” storcono il naso. Quando è più… densa i turisti accennano a lamentarsi ma poi si auto-convincono “non è inquinamento industriale, non fa male… sono solo liquami”… e i residenti li guardano con commiserazione … rimpiangendo i fiori di mare…

È vero sono solo liquami, ma quanto è brutta quella schiumetta, anche se fosse veramente innocua fa comunque male al cuore. Una pugnalata, un pugno allo stomaco…  chi poteva fare e non ha fatto per impedire il degrado del mare, unica risorsa, unica occasione di ricchezza per il sud che annaspa rischiando di annegare, si è macchiato di un vero e proprio crimine. Chi ha dissipato i fondi europei stanziati apposta, chi ha disseminato le regioni del sud di depuratori fantasmi o inefficienti, ha inferto, impunemente,  un colpo durissimo al futuro di intere generazioni.

Il mare è vita. Uccidere il mare vale ad uccidere la vita. È sarebbe un sogno se , d’improvviso, invece delle solite, stucchevoli, risibili promesse delle amministrazioni locali ci si decidesse finalmente a programmare interventi SERI per ripulire, bonificare, PURIFICARE. Per ridare alle nostre acque intorpidite, con negligenza e malaffare, l’antica trasparenza.

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Una risposta a GENTE DI MARE

  1. Dino ha detto:

    Bella davvero… io provengo dalle colline, dalle montagne e lo stesso discorso vale per i nostri laghi e fiumi… complimenti d’avvero !!!

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