STRANEZZE DI QUESTE FESTE

Capita, d’inverno, che il mare si arrabbi e che la gente affolli il lungomare attirata dallo spettacolo delle onde che si infrangono imponenti sulla spiaggia. Questo inverno, però, capita anche altro. Quando il mare decide di placarsi e le onde si ritirano, molte delle persone che ne avevano ammirato le evoluzioni scendono a riva a raccogliere legna: tronchi e, addirittura, fuscelli. E se gli chiedi come mai rispondono che è per il camino: “l’ultima bolletta del gas è stata un salasso”…

Capita che in un paesino calabrese voci di apparizioni facciano impazzire gli abitanti che iniziano ad affollare una grotta a caccia di un bagliore, incuranti del potere straordinario e pericoloso che si può esercitare sulla fantasia popolare. Basta il racconto di un sogno per creare allucinazioni collettive e chi non vede niente – perchè niente c’è da vedere – è convinto di scorgere la luce, una luce che illumini e rassicuri.

Capita, chissà perché, di non avere voglia di andare per negozi e di fare e ricevere regali deliziosamente low cost: torroncini al sesamo, cipolle in agrodolce, sciarpe, tutto rigorosamente fatto a mano. Ed è bellissimo: se qualcuno fa una cosa per te o se tu la fai per qualcun altro, è sempre segno di affetto e i regali di questo tipo, a dispetto della crisi, veramente non hanno prezzo.

Capita di sentire una signora anziana confessare all’amica: “non ci vado proprio al supermercato. Siamo solo io e mio marito, per la vigilia mi arrangio con quello che c’è in casa”. E ti vien voglia di invitare la signora che non conosci a passare il Natale con la tua famiglia.

Capita anche che, dopo aver litigato, ti venga voglia di far pace, di perdonare e farsi perdonare, di volersi sentire necessariamente più buoni…  questo, però, è tipico ogni fine anno, la crisi non c’entra.  Lo diciamo sempre, quest’anno facciamolo davvero.

Siamo più poveri, forse più disillusi, abbiamo bisogno di qualcosa in cui credere, di sentirci compresi e confortati, proprio adesso che la speranza sembra non bastare. Una cosa, però, dobbiamo tenere a mente: la nostra FORZA siamo noi stessi! Ed è questo il mio augurio per l’anno che  per nascere: siate forti! Credeteci nel futuro ! Solo così potremo cambiarlo a dispetto delle … stranezze di queste feste. E, soprattutto, sorridiamo! Come Charlie Brown che guarda soddisfatto il suo alberello spoglio, soddisfatto perché lo ha fatto insieme al suo amico Snoopy ed è bellissimo lo stesso, anche se ha una sola pallina.

Auguri, Visionari. Il futuro ci appartiene, se solo lo vogliamo.

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