Bufale ne abbiamo?

bufale ne abbiamoNella sola giornata di ieri due bufale, nel senso non di produttrici di latte di bufala, ma di notizie fasulle sono diventate virali in tempi e modi incredibili che fanno seriamente dubitare delle facoltà intellettive della maggior parte dei frequentatori dei social network.

Bufala n. 1 : Baglioni ha devoluto l’intero compenso ricevuto per il festival di Sanremo ai terremotati di Norcia. Su FB si era ormai pronti alla beatificazione e/o santificazione del cantautore-presentatore. Si sfidavano i “cattivi” a contraddire tanta bontà… io stessa ho provato a contrastare il mare in piena degli idolatori ormai irrefrenabili, ma sono stata zittita in modo perentorio.

In realtà, Baglioni non ha devoluto il suo compenso, ma il ricavato di un concerto di beneficenza organizzato ad hoc in Vaticano lo scorso dicembre.

Bufala n. 2: tale Luca Caruso scrive su FB un post lunghissimo e articolato Continua a leggere

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L’italiano non si inventa! Sfogo di una GrammaticalChic

italiani-su-facebook-grammaticaSono una GrammaticalChic ! Non sopporto l’uso improprio della lingua italiana. Pur apprezzando e usando con orgoglio il dialetto, non riesco a tollerare gli “Ho” al posto di “O”, le E senza accento ad indicare il verbo essere, gli “anno” al posto di “Hanno”.  L’italiano sgrammaticato e comunque ostentato, soprattutto, nei post dei social network è peggio delle abbreviazioni sincopate e creative degli adolescenti su whatsapp.

I social network  hanno dato voce allo scemo del villaggio che prima dell’avvento della “realtà virtuale” se provava ad aprire bocca come minimo si beccava una mazzata in testa e, in più, gli hanno fatto credere che l’italiano scritto correttamente sia un optional.

La scuola  in Italia è obbligatoria da decenni! Tutti hanno avuto la possibilità di apprenderne i rudimenti basilari e se invece di approfittarne alcuni hanno fatto altro ora non hanno il diritto di scrivere: il loro  un reato mostruoso, è vilipendio di una lingua splendida, articolata, con mille sfumature e regole precise. Continua a leggere

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Un esame di ammissione per i social network

megaphone jpgE’ assodato da tempo ormai: i social network, facebook e twitter su tutti, sono le moderne piazze in cui gli italiani danno sfogo alla loro atavica smania commentatoria. Se nei decenni scorsi i bar , per gli uomini, e i negozi di parrucchiere, per le donne, erano il luoghi appositamente deputati a questa attività sociale e ludica, oggigiorno le tastiere e gli schermi sono stati eletti a sparlatoi virtuali in cui chiunque può commentare su qualsiasi cosa. Umberto Eco ha detto , e più volte il suo pensiero è stato ripreso proprio dai commentatori virtuali, che internet ha dato voce allo scemo del villaggio, il cui habitat naturale, aggiungo io, sono diventati proprio i social network, le piazze virtuali.

I commentatori di Italia, come accadeva in passato in luoghi reali, danno sfoggio di sapienza onnisciente e capacità critica che spazia dagli ambiti più diversi, dallo spettacolo allo sport, dalla politica alla letteratura. Tutti sanno commentare tutto e tutti hanno il coraggio di dire tutto. Mentre nella vita reale, si temono reazioni e giudizi, virtualmente si diventa leoni a cui l’insulto è sempre consentito.

Vediamo di analizzare alcune incongruenze e caratteristiche dell’italico commentare: Continua a leggere

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Shoah: la memoria del male assoluto

holocaust memorial poklonnaya goraSei milioni di ebrei morirono in Europa in un eccidio senza precedenti nella storia dell´umanità e dopo il quale l´umanità non fu più la stessa”. Parole di David Grossman, uno dei più grandi scrittori israeliani,che affermano con semplicità una verità incontrastabile. La Shoah ha rappresentato per l’umanità un punto di non ritorno, un confine temporale fondamentale: c’è un tempo “prima” e un tempo “dopo” l’Olocausto.

E la tristezza, il dolore sconfinato di tutto questo è che quell’orrore epocale che ha segnato la coscienza collettiva dell’umanità non ha debellato l’antisemitismo. Molti radical chic confondono la simpatia verso il popolo palestinese, il cui diritto ad avere una terra è sacrosanto  e indiscutibile, con l’avversione verso gli Ebrei. E ci si divide in sinistroidi (buoni?) pro Palestina e destroidi (cattivi?) pro Israele condendo il tutto con insulti alla razza (altro concetto inflazionato) e alla religione, l’oppio dei popoli che , paradossalmente, non sopisce ma alimenta l’odio.

Gli anti-semiti, intesi nel senso di cui sopra, quelli che negano di esserlo ma poi fanno le battute sugli ebrei o li demonizzano come causa di tutti i mali del mondo (come i nazisti, no?) hanno di solito uno sprazzo di lucidità, secondo me solo ostentata, in concomitanza della Giornata della Memoria. Continua a leggere

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Pia, Francesca e Desdemona come Carmen: assassine!

Rossetti_-_Pia_de_TolomeiCarmen, bella, coraggiosa e oltraggiosa, sensuale e forte, è noto ai più che nella omonima opera di Bizet muore pugnalata dall’innamorato respinto Josè. Femminicidio, si direbbe ora. E, quindi, visti i tempi che corrono in cui l’orrore si combatte non con i fatti ma con l’ipocrisia, domenica scorsa 7 gennaio al teatro del Maggio musicale fiorentino in occasione del debutto dell’opera con la regia di Leo Muscato, si è pensato bene di risolvere la questione della morte di Carmen, non in sintonia con il politically correct tanto di moda, cambiando – con il plauso del Sindaco di Firenze, Nardella – il finale: Carmen, invece di soccombere, ha sparato a Josè… l’ipocrisia in questo caso ha subito un oltraggio imprevisto quanto dovuto perchè l’arma usata da Carmen, carnefice e non più vittima,  ha fatto cilecca provocando l’ilarità e lo sberleffo del pubblico. La tragedia si è trasformata  in ridicola farsa e quella che doveva essere una condanna del femminicidio ha assunto i toni della pacchianata.

Questi i fatti partendo dai quali, sdrammatizzando l’accaduto, e con un pizzico di irrispettosa goliardia si potrebbe cercare di applicare il “metodo Carmen” ad altre tragiche eroine della letteratura, così per gioco, tanto per provare quanto stupida e inopportuna sia stata la trovata del ribaltamento dei ruoli escogitata a Firenze. Continua a leggere

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Abiti neri sul tappeto rosso

golden-globes-2018La cerimonia di premiazione del Golden Globe è di solito una passerella lussuosa tanto scintillante che non bastano i termini anglofoni più abusati per definirla: la fiera del glamour più esasperato con lustrini e pailletes,  colori accesi e mise provocanti.

Quest’anno è stato diverso. Il colore dominante è stato il nero, non in segnodi lutto ma come segno di potere. Una sfilata di donne in nero, donne forti, energiche, in lotta contro le molestie e un modo di pensare tanto logoro e abusato che puzza di marcio pur avendo radici profonde e difficili da sradicare. Continua a leggere

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Storia di sacchetti e fiocchi di latte

Sui social network, in particolare su facebook, in questi giorni si discute animatamente di sacchetti. Per chi ancora non lo sapesse dal primo gennaio 2018 è entrata in vigore una legge, approvata lo scorso agosto, che ha previsto l’introduzione di nuovi sacchetti biodegradabili da far pagare ai consumatori per imbustare frutta e verdura nei supermercati. Il costo di ciascun sacchetto si aggirerà su 1-5 centesimi. Non è il costo il punto cardine della questione.

Non entrando nel dettaglio dell’adozione del provvedimento che comunque non deve imputarsi, come si fa sempre in casi analoghi, all’Europa (per maggiori chiarimenti clicca qui), ciò sui cui si vuole riflettere è la divisione in fazioni contrapposte tra chi si indigna e chi si stupisce dell’indignazione.

Le reazioni dei consumatori, secondo quanto si legge sui social, sono duplici: da un lato chi condanna il provvedimento e si lamenta della tassa e chi, invece, sostiene che a fronte di altri rincari più  importanti (luce, gas) è ridicolo lamentarsi per uno o due centesimi in più.

La discussione dai toni accesi e con insulti tra le parti non tanto velati mi ha riportato alla mente un evento di cui lessi qualche anno fa ma che non ebbe grande risalto sui nostri media. Mi riferisco alla rivolta dei fiocchi di latte che scoppiò in Israele nel 2011.

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